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Libro di Enoch
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Il mwdaLibro di Enoch è un testo mwdqapocrifo di origine giudaica la cui redazione definitiva risale al mwdgI secolo a.C., pervenuto integralmente in una versione in mwdwlingua ge'ez (antica lingua dell'mweaEtiopia), da cui il nome mweqEnoch etiopico.

Al patriarca antidiluviano mwewEnoch, secondo la mwfaGenesi bisnonno di mwfqNoè, la tradizione ebraico-cristiana ha riferito tre distinti testi, nessuno dei quali accolto negli attuali mwfgcanoni biblici ebraico o cristiano (fa eccezione 1 Enoch, accolto nella mwfwBibbia della mwgaChiesa ortodossa etiope):

• mwgwmwha1 Enoch o mwhqEnoch etiopico, solitamente indicato come mwhglibro di Enoch;
• mwiamwiq2 Enoch o mwigEnoch slavo o mwiwApocalisse di Enoch o mwjaSegreti di Enoch;
• mwjgmwjw3 Enoch o mwkaApocalisse ebraica di Enoch.

Contents

Storia
Greco
Etiope
Note

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Origine

Descrivere la genesi storica del mwlaLibro di Enoch è abbastanza complicato. Gli studiosi sono attualmente sostanzialmente concordicite-ref-1[1] nel vedere in esso il frutto di una rielaborazione conclusiva armonizzante a partire da 5 testi precedenti autonomi. Il numero 5 va probabilmente accostato ai componenti della mwmqmwmgTōrāh, col proposito del redattore finale di ricreare idealmente un nuovo mwmwpentateuco: per tale motivo si parla talvolta del mwnaLibro di Enoch come del mwnqPentateuco di Enoch. Sebbene in passato vi siano state vivaci discussioni tra gli studiosi, grazie ai ritrovamenti di mwngQumran attualmente si può stabilire con certezza che la lingua originaria dei 5 testi autonomi fosse l'mwnwaramaico.

La prima sezione, indicata come mwoqLibro dei Vigilanti (cc. 1-36), è datata a inizio-metà del mwogII secolo a.C., in concomitanza alla rivolta in mwowGiudea dei fratelli mwpaMaccabei contro l'occupazione ellenista. La sottosezione costituita dai cc. 6-11, nella quale non è citato Enoch, rappresenta un nucleo precedente al resto della sezione che ne ha catalizzato lo sviluppo. Va probabilmente datata al mwpqIII secolo a.C., anche se G. W. Nickelsburg propone il mwpgIV secolo a.C., e mwpwJ. Milik la ipotizza addirittura precedente alla formazione della mwqaGenesi (mwqqV-mwqgVI secolo a.C.).

La seconda sezione, il mwraLibro delle Parabole (cc. 37-71), secondo la maggior parte degli studiosi è stata composta nel mwrqI secolo a.C. (James Charlesworth si spinge fino al mwrgI secolo d.C.). Tuttavia lo studioso cattolico polacco Józef Milik nel 1976 ha ipotizzato che il mwsaLibro dei Giganti, testo apocrifo rinvenuto tra i mwsqmanoscritti non biblici di Qumran (1Q23–4; 2Q26; 4Q203; 530–33; 6Q8), facesse in un primo tempo parte del mwsgLibro di Enoch appunto come seconda sezione. In seguito l'attuale mwswLibro delle Parabole, che Milik ipotizza composto nel II-III secolo d.C.,cite-ref-2[2] avrebbe rimpiazzato il mwuaLibro dei Giganti. Il movente principale dell'ipotesi è nei riferimenti al mwuqFiglio dell'uomo presenti nel mwugLibro delle Parabole, titolo di origine giudaica (v. in particolare il mwuwLibro di Daniele c.7) ma che a partire dal mwvaNuovo Testamento è stato dalla tradizione cristiana attribuito a mwvqGesù. Questo spiegherebbe inoltre l'anomala assenza del mwvgLibro delle Parabole tra i mwvwmanoscritti di Qumran. L'ipotesi però non ha trovato largo consenso tra gli altri studiosi.cite-ref-3[3]

La terza sezione è il mwxqLibro dell'Astronomia o mwxgLibro dei Luminari Celesti (cc. 72-82), probabilmente di inizio mwxwII secolo a.C. Leonhard Rost posticipa la data della sezione a fine II secolo a.C., mentre J. Milik l'anticipa a fine III-inizio II secolo a.C.

La quarta sezione, il mwyqLibro dei Sogni (cc. 83-90), è probabilmente coeva alla rivolta maccabaica (metà II secolo a.C.). La sottosezione chiamata Apocalisse degli Animali (cc. 85-90) è da Leonhard Rost datata a fine II-inizio I secolo a.C., mentre James C. VanderKam ipotizza per essa l'inizio del II secolo a.C.

La quinta sezione, la mwywmwzaLettera di Enoch (cc. 91-104), risale probabilmente alla prima metà del I secolo a.C. La sottosezione chiamata Apocalisse delle Settimane, testimoniata come integra a Qumran (4Q212), ma spezzata nella redazione definitiva in 93,1-10; 91,11-17, è datata a inizio II secolo a.C.

La sezione conclusiva (cc. 105-108) viene talvolta indicata come mwzwmwaaApocalisse di Noè; compare nelle versioni copte ma non in quelle greche. Ne è stato ritrovato un frammento mwaqaramaico a Qumran (4Q204).

Storia

In definitiva le 5 sezioni del mwbaLibro di Enoch in mwbqaramaico erano presenti nei territori della Giudea nella prima metà del I secolo a.C. Attualmente non è possibile stabilire se costituissero già un'opera unitaria così come ci è pervenuta; di questo periodo ci sono giunti anche frammenti di traduzioni in mwbggreco ed mwbwebraico da ritrovamenti di Qumran (v. sotto).

La traduzione mwcqgreca è anteriore alla mwcgmwcwLettera di Giuda, che la cita (v. paragrafo canonicità), e dunque va datata attorno alla metà del mwdaI secolo d.C.. Vi è sostanziale accordo tra gli studiosi occidentali nel ritenere che a partire dalla traduzione greca sia stata successivamente realizzata la versione mwdqmwdgge'ez, nel mwdwV-mweaVI secolo.

Radicalmente diversa è la posizione degli studiosi ed ecclesiastici mwegcopti, che ritengono la versione etiopica quella originale. Data, inoltre, l'antichità del personaggio antediluviano di mwewEnoch, il libro rappresenterebbe il primo e più antico testo scritto da uomini; agli occhi della moderna critica storico-filologica questa posizione, oltre che insostenibile, appare anche un po' ingenua.

La maggior parte degli studiosi concorda nella datazione del Primo Libro dei Vigilanti al mwfwIV secolo a.C.cite-ref-capelli-unive-4-0[4]. Il libro racconta dell'unione di alcune donne e di sette angeli, i quali presiedono altrettante stelle della volta celeste; racconta, quindi, l'ira e il castigo divino che precipita entrambi in un "luogo deserto" e di fuoco, destinando gli angeli a bruciare in un luogo peggiore a conclusione del Giudizio Finale.

Gli angeli caduti insegnano la scienza e la tecnica agli umani, in parziale analogia col mito greco del mwhqmwhgPrometeo incatenatocite-ref-capelli-unive-4-1[4].

Gli angeli sono puniti non tanto per la trasmissione della conoscenza dal mondo ultraterreno a quello terreno, quanto piuttosto per la violazione dell'ordine divino-naturale della creazione: divino per non aver rispettato la mwjatrascendenza degli esseri spirituali, unendosi a delle creature umane; naturale, per avere abbandonato la propria sede astrale "nativa".

Canonicità e fortuna

Quanto alla tradizione ebraica, il mwjwLibro di Enoch venne definito come apocrifo, cioè non accolto tra i libri biblici, durante il cosiddetto mwkaconcilio di Jamnia (fine mwkqI secolo d.C.), che stabilì definitivamente quali dei testi giudaici fossero da considerarsi canonici e quali non canonici. Lo scrittore mwkgcristiano mwkwTertulliano sosteneva che il motivo di tale rigetto fosse da cercare nella fortuna che il testo conobbe nella tradizione cristiana.cite-ref-5[5] È tuttavia più probabile che il rigetto ebraico fosse motivato dagli altri fattori che determinarono l'esclusione di altri testi giudaici, come il non essere scritto in mwmaebraico.

Quanto alla tradizione giudeo-cristiana, Enoch è citato esplicitamente nella mwmgLettera di Giuda:

«

Profetò anche per loro Enoch, settimo dopo Adamo, dicendo: «Ecco, il Signore è venuto con le Sue miriadi di angeli per far il giudizio contro tutti, e per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empietà che hanno commesso e di tutti gli insulti che peccatori empi hanno pronunziato contro di Lui

»

(

Gd 14-15

, su

laparola.net

.

)

• 1 Enoch 60:8 "Enoch, settimo dopo Adamo"
• 1 Enoch 1:9 "Ecco, il Signore è venuto con le Sue miriadi di angeli per far il giudizio contro tutti, e per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empietà che hanno commesso e di tutti gli insulti che peccatori empi hanno pronunziato contro di Lui"

Testo che è un ampliamento delle parole di Mosè:

• Deuteronomio 33:2 Disse adunque: Il Signore venne di Sinai, E apparve loro di Seir; Egli risplendé dal monte di Paran, E venne dalle decine delle migliaia de' santi, Avendo dalla sua destra il fuoco della Legge, per darla loro.

La citazione esplicita di Enoch all'interno di un testo biblico ha poi spronato alcuni autori successivi a citarlo o a riferirsi implicitamente ad esso: mwowLettera di Barnaba (14,6); mwpaGiustino (mwpqApologia 2,5); mwpgTaziano (mwpwOratio adversus Graecos 8;20); mwqaAtenagora di Atene (mwqqLegatio pro christianis 24;25); mwqgIreneo (mwqwAdversus haereses 1,15,6; 4,16,2; 4,36,4; 5,28,2); mwraTertulliano (mwrqApologia 22; mwrgDe Cultu foeminarum 1,2; 2,10; mwrwDe idolatria 4,9; mwsaDe virginibus velandis 7); mwsqClemente di Alessandria (mwsgEclogae propheticace 3,456;474; mwswStromata 3,9); mwtaOrigene (mwtqContra Celsum 5,52-54; mwtgIn Ioannem 6,25; mwtwIn numeros humilia 28,2; mwuaDe principiis 1,3,3; 4,35); mwuqAtti di Perpetua e Felicita (7; 12); mwugCommodiano (mwuwInstructiones 1,3); mwvaCipriano (mwvqmwvgDe habitu virginum 14); mwvwPseudo-Cipriano (mwwaAd Novatianum 3); mwwqIppolito (mwwgOratio adversus Graecos 1,393); mwwwLattanzio (mwxaInstitutiones 2,14; 4,27; 5,18; 7,7-26); mwxqCassiano (mwxgCollatio 8,21).

Il mwyaLibro di Enoch tuttavia (a eccezione della mwyqChiesa ortodossa etiope) non venne accolto nel mwygcanone cristiano che fu definito all'inizio del mwywIV secolo. Per i testi dell'mwzaAntico Testamento, il criterio canonico cristiano fu fondamentalmente quello di accogliere i testi presenti nella mwzqSettanta, di cui il mwzgLibro di Enoch non fa parte. La traduzione greca dell'Antico Testamento era usata nella tradizione cristiana già a partire dalla composizione del mwzwNuovo Testamento (mw0aI secolo d.C.).

Riscoperta

Al pari di molti altri testi apocrifi, la mancata accoglienza del mw0wLibro di Enoch nei canoni ebraico e cristiano ne causò un lento e progressivo abbandono: la copia dei testi sacri fatta dagli amanuensi era particolarmente costosa (per ogni pagina di pergamena serviva una pelle di pecora), e veniva ovviamente dedicata ai testi che erano usati per studio o preghiera; non si deve quindi pensare ad una caccia o persecuzione dei testi apocrifi. Le ultime citazioni dal mw1aLibro di Enoch risalgono agli inizi del mw1qIX secolo nell'opera mw1gChronographia Universalis dello storico bizantino mw1wGiorgio Sincello. La memoria delle tradizioni enochiche rimase tuttavia vivida in ambito cristiano, islamico ed ebraico (specialmente nell'opera mw2acabalistica ebraica di mw2qMenahem Recanati nel mw2gXIII secolo).

Il processo di riscoperta del Libro di Enoch in Europa prese avvio nel mw3aRinascimento all'interno del movimento della mw3qCabala cristiana.cite-ref-6[6] Sia mw4gPico della Mirandola che mw4wJohannes Reuchlin dedicarono grande attenzione alla sapienza di Enoch e ne ricercarono attivamente le fonti manoscritte disponibili, senza successo. Solo a metà del mw5aCinquecento, con la riapertura dei contatti commerciali e politici con l'Etiopia in seguito alla mw5qcircumnavigazione dell'Africa, sacerdoti etiopi giunsero a Roma e con essi si diffuse la notizia che in quel paese si conservavano copie del libro.cite-ref-7[7]

Intanto, nel 1606, mw6wJoseph Justus Scaliger pubblicò l'editio princeps dei frammenti greci del mw7aSincello, rafforzando l'interesse per la conoscenza dell'intera opera.

Nel 1637 lo studioso francese mw7gNicolas-Claude Fabri de Peiresc annunziò di essere riuscito ad entrare in possesso di un testo in mw7wlingua ge'ez (l'antica mw8alingua etiope), corrispondente al perduto mw8qLibro di Enoch. Esaminato dall'orientalista mw8gHiob Ludolf, in realtà risultò essere un trattato teologico dal titolo mw8wMisteri del Cielo e della Terra di Abba Bahaila Michael contenente solo riferimenti indiretti al Libro di Enoch.cite-ref-8[8]

Agli inizi del Settecento mw-qJohann Albert Fabricius (mw-gCodex pseudepigraphus Veteris Testamenti, 1713) raccolse tutti i frammenti greci e latini allora disponibili. La vera riscoperta del mw-wLibro di Enoch avvenne a fine secolo. Nel 1773, al suo ritorno da un viaggio in Abissinia (attuale mw-aEtiopia), il viaggiatore scozzese mw-qJames Bruce portò con sé in Europa alcune copie di un libro scritto in mw-glingua ge'ez. Una copia fu venduta alla mw-wBiblioteca Bodleiana dell'mwaqaUniversità di Oxford, un'altra alla Regale Biblioteca di Francia (attuale mwaqeBiblioteca nazionale di Francia), mentre una terza copia fu conservata dallo stesso Bruce. È stato recentemente dimostrato che la copia di Enoch oggi preservata alla mwaqiBiblioteca Vaticana proviene anch'essa da Bruce che la donò al mwaqmpapa Clemente XIV durante la sua visita a Roma nel dicembre 1773.cite-ref-9[9] Rimasta per alcuni decenni custodita nella biblioteca privata del card. mwaqgLeonardo Antonelli, fu dopo la morte di lui acquisita attorno al 1825 per le collezioni vaticane dall'allora bibliotecario mwaqkAngelo Mai.cite-ref-10[10]

Non ci si rese conto del vero valore del testo fino a che non venne studiato dall'orientalista francese mwaq8Silvestre de Sacy (maestro tra l'altro di mwaraChampollion), che ne pubblicò nel 1800 una parziale (cc. 1;2;5-16;22;32) traduzione in latino.cite-ref-11[11]

Nel 1821 l'ecclesiastico ebraista inglese Richard Laurence pubblicò una traduzione in inglese completa del manoscritto Bodleiano, intitolata mwarcIl libro di Enoch, il profeta: un'opera apocrifa ritenuta perduta per anni, ma riscoperta alla fine dell'ultimo secolo in Abissinia, ora tradotta per la prima volta da un manoscritto etiopico della Bodleian Library.cite-ref-12[12]

Basandosi sull'opera di Laurence, nel 1833 l'orientalista tedesco Andreas Gottlieb Hoffmann pubblicò una traduzione in tedesco titolata mwar4Il libro di Enoch in traduzione integrale, con commento, introduzione e note.cite-ref-13[13] Altri lavori vennero pubblicati dall'ecclesiastico inglese Edward Murray nel 1836cite-ref-14[14] e dallo studioso tedesco mwasgAugust Friedrich Gfrörer nel 1840.cite-ref-15[15] Nel frattempo Laurence curò nel 1838 l'edizione del testo etiopico, basata su un solo manoscritto e quindi largamente imperfetta.

La prima edizione critica del testo, basata su cinque manoscritti che nel frattempo erano stati ritrovati, apparve nel 1851 a cura dell'orientalista tedesco mwas4August Dillmann, col titolo mwas8Libro di Enoch, edizione fedele dei cinque codici, con varianti di lettura,cite-ref-16[16] alla quale seguì nel 1853 una traduzione tedesca.cite-ref-17[17]

In ambito anglosassone fondamentale fu l'opera di mwatkRobert Henry Charles, che nel 1893 tradusse il libro di Enoch basandosi su tutto il materiale allora disponibile e nel 1906 pubblicò una nuova edizione critica del testo etiopico, la quale rappresentò una pietra miliare per lo studio del testo. La traduzione inglese fu inserita dallo stesso Charles nella sua edizione degli Apocrifi dell'Antico Testamento nel 1912.

Nel 1951 Józef Milik annunziò il ritrovamento di ampi frammenti del testo originale aramaico dell'opera tra i mwatwmanoscritti del Mar Morto. Lo stesso Milik ne curò la pubblicazione nel 1976.cite-ref-18[18] Sulla base di queste scoperte, nuove e più accurate traduzioni furono eseguite, tra cui quella italiana a cura di Paolo Sacchi nel 1981cite-ref-19[19] e quella inglese a cura di mwauuJames H. Charlesworth nel 1983.cite-ref-20[20] Nel 2001 e 2011 George W.E. Nicklelsburg e James C. VanderKam hanno completato in due volumi il più esaustivo commento disponibile sul mwauwLibro di Enoch per la serie mwau0Hermeneia.cite-ref-21[21]

Tradizione manoscritta

Aramaico

Sono in mwavuaramaico i testimoni più antichi del mwavyLibro di Enoch, mwavc11 frammenti ritrovati nel 1948 tra i mwavgmanoscritti di Qumran, nella grotta 4:

• mwavs4Q201 = 4QEnoch mwavwa ar, Enoch 2,1-5,6; 6,4-8,1; 8,3-9,3.6-8;
• 4Q202 = 4QEnoch mwav4b ar, Enoch 5,9-6,4; 6,7-8,1; 8,2-9,4; 10,8-12; 14,4-6;
• 4Q204 = 4QEnoch mwawac ar, Enoch 1,9-5,1; 6,7; 10,13-19; 12,3; 13,6-14,16; 30,1-32,1; 35,?; 36,1-4; 106,13-107,2;
• 4Q205 = 4QEnoch mwawid ar; Enoch 89,29-31; 89,43-44;
• 4Q206 = 4QEnoch mwawqe ar; Enoch 22,3-7; 28,3-29,2; 31,2-32,3; 88,3; 89,1-6; 89,26-30; 89,31-37
• 4Q207 = 4QEnoch mwawyf ar;
• 4Q208 = 4QEnastr mwawga ar;
• 4Q209 = 4QEnastr mwawob ar; Enoch 79,3-5; 78,17; 79,2 + ampi frammenti che non trovano riscontro nel testo etiopico;
• 4Q210 = 4QEnastr mwawwc ar; Enoch 76,3-10; 76,13-77,4; 78,6-8;
• 4Q211 = 4QEnastr mwaw4d ar; ampi frammenti che non trovano riscontro nel testo etiopico;
• 4Q212 = 4QEn mwaxag ar; 91,10?; 91,18-19; 92,1-2; 93,2-4; 93,9-10; 91,11-17; 93,11-93,1.

Sempre a Qumran (grotta 1) ne sono stati trovati 3 frammenti in mwaxiebraico (Enoch 8,4-9,4; 106), di trascurabile importanza.

Greco

L'opera mwaxuChronographia Universalis dello storico bizantino mwaxyGiorgio Sincello (VIII-IX secolo), che citava alcuni passi del mwaxcLibro di Enoch, ha permesso la conservazione di limitati frammenti di testo mwaxggreco (6,1-9,4; 15,8-16,1), fino al ritrovamento di Bruce nel 1773. Particolarmente preziosa è stata la scoperta a fine Ottocento presso mwaxkAkhmim (l'antica Panapoli), in mwaxoEgitto, di una versione greca dei cc. 1-32, seppure lacunosa e non esente da errori, attualmente catalogata come manoscritto 10759 del Cairo (o manoscritto di Gizeh o mwaxsCodex Panopolitanus). Altri esigui frammenti greci:

• Ms. Vat. gr. 1809, Enoch 89,42-49;
• P. Oxy. 2069 = Frammento Apocalittico, Enoch 77,7-78,1; 78,1-3; 78,8; 85,10-86,2;
• papiro del IV secolo Michigan-mwayaChester Beatty, Enoch 97,6-107,3

Inoltre in alcune grotte di Qumran sono stati ritrovati frammenti in mwayigreco.

Etiope

In lingua mwayuge'ez progenitrice della lingua etiope (il mwayytigrino) sono scritti i testimoni usati come riferimento principale del testo, più per la loro integrità che accuratezza. Già mwaycRobert Henry Charles, nell'edizione critica del 1906 (1912) ha suddiviso i manoscritti etiopi in due grandi famiglie:

Famiglia mwaykα: più antica e più simile alle versioni greche:

• A - ms. orient. 485 del British Museum, XVI secolo, con Giubilei;
• B - ms. orient. 491 del British Museum, XVIII secolo, con altri scritti biblici;
• C - ms. di Berlino orient. Petermann II Nachtrag 29, XVI secolo;
• D - ms. abbadiano 35, fine del XVII secolo, con altri scritti biblici;
• E - ms. abbadiano 55, XV-XVI secolo, con altri scritti biblici;
• F - ms. 9 del Lago Tana, XV secolo, con altri scritti biblici.

Famiglia mwaziβ: più recente e con testo apparentemente riveduto:

• G - ms. 23 della John Rylands University Library di Manchester, XVIII secolo, con altri scritti;
• H - ms. orient. 531 della Bodleian Library di Oxford, XVIII secolo;
• I - ms. Brace 74 della Bodleian Library di Oxford, xvni sec.: con altri scritti biblici;
• J - ms. orient. 8822 del British Museum, XVIII secolo, con altri scritti biblici;
• K - ms. di proprietà di E. Ullendorff di Londra, inizio XVIII secolo;
• L - ms. abbadiano 99, XIX secolo;
• M - ms. orient. 492 del British Museum, XVIII secolo, con altri scritti biblici;
• N - ms. etiopico 30 di Monaco di Baviera, XVIII secolo;
• O - ms. orient. 484 del British Museum, XVIII secolo, con altri scritti biblici;
• P - ms. Vat. etiop. 71 della Biblioteca Vaticana, XVIII secolo;
• Q - ms. orient. 486 del British Museum, XVIII secolo, mancante dei cc. 1-60,13a, con altri scritti biblici.

Contenuto

Il testo è composto da 150 capitoli raggruppati in cinque sezioni. A grandi linee, il contenuto del testo ruota attorno alla caduta dei "vigilanti", cioè alcuni mwaaeangeli che generarono i mwaaiNefilim o "giganti" (v. l'enigmatico racconto di mwaamGen6,1-4cite-ref-22[22]). Il libro contiene anche una descrizione dei movimenti dei corpi celesti, in tipico stile apocalittico.

Libro dei Vigilanti (cc. 1-36)

I primi cinque cc. sono un'introduzione redazionale all'intero mwaaoLibro di Enoch. Nei cc. 6-11 non è nominato Enoch. Si tratta verosimilmente di una delle parti più antiche dell'intero testo.

1-5. Introduzione redazionale all'opera

• 1. L'incipit anonimo è in terza persona, per poi passare dopo poche righe e fino al c. 5 al resoconto in prima persona di mwaa8Enoch, che parla con mwabaDio ("il Santo e Grande"). Dio verrà sul mwabemonte Sinai con 10.000 santi (angeli fedeli) e giudicherà gli angeli vigilanti e l'umanità. Ci sarà pace e prosperità per i giusti.
• 2-5. Enoch descrive l'armonia del cosmo attuale: stelle, stagioni, alberi e fiumi. Maledizione di Dio per gli empi che turbano tale armonia.

6-8. Libro dei Vigilanti Ia

• 6.200 angeli, figli del cielo, decidono di unirsi con le figlie degli uomini (v. mwabcGen6,1-4cite-ref-23[23]). Scendono sul mwabwmonte Hermon (in mwab0Palestina). mwab4Semeyaza, loro capo, assieme a Urakibaramel, Akibeel, Tamiel, Ramuel, mwacmDanel, mwacqEzeqeel, Suraquyal, Asael, Armers, Batraal, Anani, Zaqebe, mwacsShamshiel, Sartael, Turel, Yomyael e Arazeyal.cite-ref-24[24]
• 7. Gli angeli si uniscono con le donne, che generano giganti (mwaduGen6,4cite-ref-25[25] usa il termine mwadoNefilim) di 300 cubiti (135 metri). I giganti turbano l'armonia degli uomini e del creato.
• 8. mwadwAzazel e altri angeli insegnano agli uomini metallurgia e altri saperi (incantesimi, astrologia). Corruzione degli uomini causata dai giganti.

9-11. Libro dei Vigilanti Ib

• 9. mwaeeMichele, mwaeiGabriele, mwaemRaffaele (o Suriele), mwaeuUriele notano dal cielo la situazione e si rivolgono a mwaeyDio.
• 10. Dio invia mwaegUriele al figlio di Lamech (mwaekNoè) per annunciargli il mwaeodiluvio universale che cancellerà il male degli uomini. Dio ordina a Raffaele di legare mwaesAzazel e di imprigionarlo nella tenebra e sotto terra fino al mwaewgiorno del giudizio, per la colpa commessa dagli angeli vigilanti (prima comparsa del termine). Dio ordina a Gabriele di far annientare l'un l'altro i giganti. Dio ordina a Michele di legare mwae0Semeyaza e gli altri angeli vigilanti e di imprigionarli sotto terra per 70 generazioni, fino al giorno del giudizio.
• 11. Dio annuncia la futura benedizione del mondo purificato dal male.

12-36. Libro dei Vigilanti II
(alterna la descrizione in terza persona a quella in prima persona di Enoch)

• 12. mwafqEnoch sparì (fu rapito in cielo) prima di tutto ciò (v. mwafuGen5,24cite-ref-26[26]). Riceve (in cielo) la visita di due angeli vigilanti (non decaduti) che gli dicono di recarsi presso gli angeli vigilanti che hanno abbandonato il cielo, per annunciare loro il castigo divino.
• 13. Enoch passa sulla terra e annuncia ad mwafsAzazel la condanna. I vigilanti condannati gli chiedono di intercedere per loro presso Dio, che in sogno-visione gli ribadisce la condanna.
• 14. Enoch descrive ai vigilanti la visione: sale in cielo in una casa meravigliosa dove incontra Dio (la Grande Gloria).
• 15-16. Nella visione Dio ribadisce ad Enoch la condanna degli angeli vigilanti che han lasciato il cielo e degli empi.
• 17-18. (Primo) viaggio di Enoch portato (da mwaf8Dio, da alcuni vigilanti decaduti, da mwagaUriele?) in vari luoghi (fantasiosi) in terra e sottoterra.
• 19. Uriele mostra ad Enoch da una spaccatura del terreno il luogo sotterraneo dove stanno gli angeli decaduti fino al giorno del giudizio.
• 20. I santi angeli che vigilavano (su quel luogo): mwagmUriele; mwagqRaffaele; mwaguRaguele; mwagyMichele; Sarcaele; mwaggGabriele; mwagkRemiele.
• 21. (Secondo) viaggio con mwagsUriele nella località deserta dominata dal fuoco, prigione degli angeli (decaduti). Vede sette stelle legate.
• 22. (Terzo) viaggio con Raffaele a ovest che gli mostra un luogo profondo e tenebroso in una montagna. Raffaele gli dice che è il luogo per le anime dei morti fino al grande giudizio. Anime dei giusti separate dalle anime dei peccatori.
• 23. (Quarto) viaggio con Raguele a ovest dove vede un fuoco ardente che è tutte le luci del cielo (?).
• 24-25. (Quinto) viaggio con Michele, vede sette montagne preziose e un mwag8albero, dai cui frutti sarà data agli eletti la vita nel grande giudizio.
• 26-27. (Sesto) viaggio con Uriele al centro della terra dove vede montagne, burroni, torrenti, una valle maledetta, luogo del futuro giudizio.
• 28. (Settimo) viaggio a est, dove vede una foresta.
• 29-32. (Ottavo) viaggio con Raffaele dove vede alberi di profumo, burroni, ruscelli, monti e l'albero della conoscenza (mwahmGen3,1-7cite-ref-27[27]).
• 33. (Nono) viaggio con Uriele ai confini della terra, dove vede vari animali.
• 34. (Decimo) viaggio a nord ai confini della terra.
• 35. (Undicesimo) viaggio a ovest ai confini della terra.
• 36. (Dodicesimo) viaggio a sud ai confini della terra.

Libro delle Parabole o Parabole di Enoch (cc. 37-71)

Questa sezione si collega alla precedente tramite il tema del giudizio finale, ma mentre nel mwah4Libro dei Vigilanti questo riguarda gli angeli decaduti, nel mwah8Libro delle Parabole riguarda gli empi e i "re della terra".

37. Introduzione alle tre parabole.
38-44. Prima parabola

• 38-39. Giudizio futuro, punizione degli empi e dei "re potenti", premio dei giusti che saranno con gli angeli.
• 40. Visione di Dio (la Gloria del Signore), quattro persone al suo cospetto: Michele, mwaiyRaffaele, mwaicGabriele e mwaigFanuele.
• 41-44. Visione delle cose segrete del cielo: origine di fulmini (dalle stelle), venti, sole e luna, sede della giustizia e della iniquità.

45-57. Seconda parabola

• 45. Giorno del giudizio. Nuovo cielo e nuova terra per i soli giusti eletti.
• 46-47. Il "Capo dei Giorni" (Dio) e il mwai8Figlio dell'Uomo (il Messia, Gesù nella tradizione cristiana), punitore dei re e dei potenti. Preghiera dei giusti perseguitati.
• 48-52. La fonte della giustizia (tema mwajeesseno), punizione dei re e dei potenti, l'Eletto. Glorificazione dei giusti, risurrezione dei giusti già morti. Vanità delle ricchezze terrene nel giudizio.
• 53-57. Profondo burrone e fornace di fuoco ardente (mwajminferno), sede del castigo di mwajqSatana, dei re e dei potenti, di mwajuAzazel e dei suoi seguaci.

58-71. Terza parabola

• 58. Pace e benedizione dei giusti.
• 59. Luci e fulmini.
• 60. Terremoto del cielo, Michele invita (Enoch?) alla calma. Due animali mostruosi: nel mare il mwajwLeviatano e sulla terra il mwaj0Behemot.
• 61-64. Gli angeli con le corde da misura per il giudizio. Giudizio e castigo stabilito dall'Eletto verso i re e i potenti, vana loro richiesta di misericordia. Giudizio degli angeli decaduti.
• 66. mwakaNoè (racconta in prima persona) vede la corruzione degli uomini e si reca ai confini della terra per parlare col suo avo Enoch, che gli annuncia la morte degli empi (col diluvio) e la sua sopravvivenza, mostrandogli gli angeli pronti a liberare le acque.
• 67. Dio si rivolge a Noè ribadendo il messaggio di Enoch.
• 68. Dolore di Michele e Raffaele per l'imminente castigo.
• 69. Lista di angeli colpevoli:cite-ref-28[28] mwakgSemeyaza, Arstiqifa, Armen, Kakabaele, Turiele, Rumeyal, mwak0Daniele, Nuqaiele, Baraqel, mwalaAzazel, Arnens, Batareyal, Basasael, Ananel, Tureyal, Simapisiel, Yetarel, Tumael, Tariel, Rumael e Izezeel. Altri capiangelo: Yequn, Asbel, Gadriel (fece errare Eva), Penemu e Kasdeya.
• 70. mwamiEnoch (racconta in prima persona) innalzato in cielo.
• 71. Nuova visione di Enoch del cielo, degli angeli, del cosmo.

Libro dell'Astronomia o Libro dei Luminari Celesti (cc. 72-82)

Le nozioni astronomiche e il calendario descritto in questa sezione coincidono con le nozioni esposte nel mwamyLibro dei Giubilei e con quelle in uso presso gli mwamcesseni.

• 72. mwamoUriele mostra (a mwamsEnoch) l'ordine perfetto del cosmo. Il sole.
• 73. La luna e le sue fasi.
• 74. Anno lunare.
• 75. Il cielo.
• 76. I dodici venti.
• 77. Sette montagne, sette fiumi e sette isole.
• 78. Ancora il sole e la luna.
• 79. mwanmEnoch riassume al figlio mwanqMatusalemme le nozioni astronomiche prima esposte.
• 80-82. mwanyUriele a mwancEnoch mostra il turbamento dell'armonia del cosmo causato dalle azioni dei peccatori. Gli concede di tornare sulla terra un anno per illustrare al figlio mwangMatusalemme quanto ha appreso.

Libro dei Sogni (cc. 83-90)

83-84. Primo sogno-visione

• 83. mwan4Enoch racconta a mwan8Matusalemme di aver visto in sogno la terra sommersa e una grande distruzione.
• 84. Preghiera di Enoch a Dio.

85-90. Secondo sogno-visione
(o mwaoqApocalisse degli animali)
Ripercorre allegoricamente la storia dell'umanità. Per questa sottosezione è stata ipotizzata da diversi studiosi una datazione successiva ai capitoli immediatamente precedenti. È evidente il legame con le visioni presenti nel biblico mwaoyLibro di Daniele.

• 85. mwaokEnoch racconta a mwaooMatusalemme di aver visto in un altro sogno. Visione di bovini al pascolo (corrispondenti ai primi uomini).
• 86. Una stella cade dal cielo (Semayaza) tra i bovini, seguita da altre stelle (angeli decaduti), e montano le giovenche, generando elefanti, cammelli e asini. Corruzione degli uomini.
• 87. Scendono sulla terra quattro uomini bianchi (mwao4arcangeli).
• 88. Legano le stelle e le gettano nell'abisso. Elefanti, cammelli e asini combattono a vicenda.
• 89. Un bue bianco (mwapeNoè) costruisce una grande mwapiarca con altri tre buoi. L'acqua uccide gli altri buoi e animali. I buoi rigenerano gli animali tra cui codici pecore (i figli di Giacobbe). Le pecore tra le iene (in mwapmEgitto) che cercano di ucciderle. Una pecora (mwapqMosè) libera le altre pecore dalle iene (mwapuEsodo). Le altre pecore sbagliano strada (adorazione del mwapyvitello d'oro), ma la pecora costruisce la casa del Signore e ve le conduce. La pecora si addormenta e le pecore passano un corso d'acqua (il mwapcGiordano), entrando in una terra benedetta (la mwapgPalestina). Qui sono attaccate da cani (mwapkFilistei), volpi (mwapoAmmoniti), porci (mwapsIdumei), cinghiali (mwapwAmaleciti). Un caprone (mwap0Saul) difende le pecore ma poi le percuote. Un secondo caprone (mwap4Davide), poi un terzo (mwap8Salomone), che costruisce una torre alta (il mwaqatempio di Gerusalemme). Poi le pecore si sviano e il Signore suscita molte pecore (mwaqeprofeti) per guidarle, ma spesso sono attaccate dalle altre pecore. Il Signore abbandona le pecore alle altre bestie (conquista assira del mwaqiRegno di Israele nel 721 a.C.), poi suscita settanta pastori (i mwaqmre di Giuda). Corruzione dei pastori e attacco dei leoni (mwaqqBabilonesi) e delle tigri (mwaquPersiani), che distruggono la torre (587 a.C.). Ritorno delle pecore (539 a.C.) e ricostruzione della torre.
• 90. Uccelli rapaci divorano le pecore (persecuzioni elleniste). Nascono agnellini bianchi (i mwaqcMaccabei), a uno dei quali spunta un gran corno (mwaqgGiuda Maccabeo), e lotta coi rapaci (regni ellenisti di mwaqkSiria ed mwaqoEgitto). Un uomo (l'mwaqsarcangelo Michele) aiuta il caprone col corno, e le pecore fanno fuggire gli animali e i rapaci. Il Signore delle pecore poi (nel mwaqwgiorno del giudizio) giudica i pastori, facendoli gettare in un luogo profondo e pieno di fuoco (mwaq0inferno), e giudica le stelle (angeli decaduti). Il Signore delle pecore fa una casa nuova (nuova Gerusalemme). vi accorrono le pecore perite (risurrezione dei giusti), tutti gli altri animali, tutti gli uccelli del cielo. Nasce un bue bianco dalle grandi corna (il mwaq4Messia). Risveglio di Enoch.

Lettera di Enoch (cc. 91-104)

Nelle versioni etiopiche pervenuteci l'ordine di alcuni passi dei cc. 91-93 è verosimilmente diverso da quello originale aramaico e/o greco. In particolare la sottosezione chiamata Apocalisse delle Settimane, testimoniata come integra tra i mwarimanoscritti di Qumran (4Q212), appare spezzata nella redazione definitiva in 93,1-10; 91,12-17. Di seguito viene presentato il probabile ordine originale.cite-ref-29[29]

• 92. Introduzione al libro che è stato scritto da Enoch.
• 91,1-11;18-19. mwaroEnoch al figlio mwarsMatusalemme: ci sarà un castigo per i peccatori, esortazione alla giustizia.
• 93,1-10. Io Enoch, settimo (dopo mwar0Adamo), generato nella prima settimana. Breve descrizione allegorica della storia di Israele suddivisa in sette settimane.
• 91,12-17. Ottava settimana, giustizia sui peccatori; nona, giustizia su tutta la terra; decima, giudizio sugli angeli vigilanti. Nuovo cielo senza più peccato.
• 93,11-14. Piccolezza dell'uomo e grandezza di Dio.
• 94-99. Esortazione alla giustizia. Guai a voi, peccatori. Guai a voi, ricchi...
• 100-104. Autodistruzione degli empi e condanna degli angeli decaduti. Sottomissione a Dio del creato. Risurrezione dei giusti.
• 104a=105. Il Signore e suo figlio (il mwasmMessia) si uniranno ai giusti.

Conclusione (cc. 106-108)

I cc. 106-108 sono narrati in prima persona da mwasyEnoch. Sono solitamente indicati come Apocalisse di Noè.

• 106-107. Enoch racconta la nascita di mwasoNoè. Annuncio del mwassdiluvio universale per eliminare il peccato dalla terra.
• 108. Conclusione. Lode della giustizia del giudizio di Dio.

Il figlio dell'uomo nel Libro delle Parabole

Particolare interesse ha suscitato tra gli studiosi la figura del Figlio dell'uomo (46-43; 62). Il mwataLibro delle parabole la riprende dal mwateLibro di Daniele (Dn 7,13-14): il Figlio dell'uomo vi appare come un essere di aspetto umano che Enoch vede accanto a Dio, dove è stato nascosto da prima della creazione: a lui è affidato il giudizio (diversamente che in Daniele) e con lui i giusti e gli eletti trascorreranno la vita per sempre.

La figura è stata messa in relazione con quella di Gesù, che spesso, nelle fonti a noi note, impiega il termine Figlio dell'uomo sempre in riferimento a se stesso. È praticamente certo che l'uso dell'espressione risalga a Gesù. Essa compare in Marco, mwatmQ, il materiale proprio di Matteo e quello di Luca, Giovanni, mwatqVangelo secondo Tommaso (86). Tra le parole sul Figlio dell'uomo attribuite a Gesù, alcune riguardano una sua attività presente e terrena. In Mc 2,10, egli ha potere di perdonare i peccati in questo mondo e potere sul mwatusabato (Mc 2,28). Altre riguardano una sua attività futura. Qui il Figlio dell'uomo appare giustapposto a Gesù, ma tra i due vi è un rapporto: «Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi» (Mc 8,38). In Mc 13,26, con allusione a Dn 7,13-14, viene con potenza e riunisce eli eletti dai quattro venti, assumendo quindi, come nel mwatyLibro delle parabole, un ruolo in rapporto con il giudizio e starà con gli eletti. In Mc 14,62, rispondendo alla domanda del mwatcsommo sacerdote se egli sia il mwatgmessia, Gesù afferma: «Io lo sono, e vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo». Anche in questo caso è stato ipotizzato un riferimento al mwatkLibro delle parabole.

In Gv 5,27 Gesù dichiara: «E [il Padre] gli [al Figlio] ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo». Secondo molti studiosi non è una parola autentica di Gesù, ma documenta che almeno il gruppo in cui nacque questo vangelo conosceva l'idea del Figlio dell'uomo come giudice escatologico, attestata dal mwatsLibro delle parabole, e l'aveva applicata a Gesù. Vari studiosi ritengono che già Gesù la conoscesse. Quando, al momento di guarire il paralitico, dichiara «perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra» (Mc 2,10), starebbe alludendo al Figlio dell'uomo della tradizione di Enoch, che, in quanto giudice, aveva il potere di condannare ma anche di perdonare i peccati nel mwatwgiudizio finale; Gesù aggiungerebbe che ha questo potere anche sulla terra, prima del giudizio, identificandosi dunque con lui. C'è poi chi pensa che Gesù abbia usato la locuzione semplicemente come un'autodesignazione, modesta ma capace di attirare l'attenzione sulla sua persona; più tardi, i suoi seguaci l'avrebbero messa in rapporto con Dn 7,13-14 e Enoch 46-43, assimilando Gesù esaltato al Figlio dell'uomo che riceve gloria e potere. Altri pensano che Gesù avrebbe parlato di se stesso come Figlio dell'uomo, ma in due ruoli diversi: prima quello di un inviato divino che conduce in questo mondo una vita marginale, poi quello di un personaggio trasfigurato insieme con la trasfigurazione escatologica dell'universo. Giorgio Jossa formula un'ipotesi che sembra situarsi sulla stessa linea: dal momento in cui Gesù avrebbe integrato la propria morte nel suo orizzonte avrebbe anche iniziato a vedere la futura manifestazione del Figlio dell'uomo come una sua venuta nella gloria dopo la sua morte.

Note

cite-note-11. Vanderkam, J.C. (2004). mwaum1 Enoch: A New Translation. Minneapolis, Fortress, p. 1 ss.; Nickelsburg, G.W. (2004). mwauqHermeneia: 1 Enoch, Minneapolis, Fortress, pp. 7-8.
cite-note-22. Nell'ipotizzare tale datazione Milik riprende una teoria sostenuta da diversi studiosi dell'Ottocento: Lucke (1832), Hofman (1852), Wiesse (1856), Phillippe (1868).
cite-note-33. V. James H. Charlesworth, mwausThe Old Testament Pseudepigrapha and the New Testament 1985 (1998), p.89, che riporta anche il parere di altri studiosi: Nickelsburg, Stone, Knibb, Anderson, Black, VanderKam, Greenfield e Sutter.
cite-note-capelli-unive-44. mwavemwavimwavmGli angeli secondo l'ebraismo del Secondo Tempio (mwavqmwavuPDF), su mwavyAngeli. Presenze di Dio fra cielo e terra, mwavcianfrancobertagni.it, Brescia, mwavgMorcelliana, 2012, p.mwavk 22, mwavoISBNmwavs 978-8837226428. mwav0URL consultato il 10 marzo 2019 mwav4(mwav8archiviato il 17 aprile 2016).. L'autore è docente di mwaweEbraistica al Dipartimento di Studi Euroasiatici dell'Università "Ca'Foscari" di Venezia
cite-note-55. mwawuThe Ante-Nicene Fathers, ed. Alexander Roberts and James Donaldson; vol 4.16
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cite-note-88. Ludolf, "Commentarius in Hist. Aethip." p. 347.
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cite-note-1313. mwaywDas Buch Henoch in vollständiger Uebersetzung, mit fortlaugendem Commentar, ausführlicher Einleitung und erläuternden Excursen.
cite-note-1414. mwazaEnoch Restitutus, or an Attempt.
cite-note-1515. mwazqProphetae veteres Pseudepigraphi, partim ex Abyssinico vel Hebraico sermonibus Latine versi.
cite-note-1616. mwazgLiber Henoch, Aethiopice, ad quinque codicum fidem editus, cum variis lectionibus.
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cite-note-1818. mwa0aThe Books of Enoch: Aramaic Fragments of Qumran Cave 4 (1976).
cite-note-1919. mwa0qApocrifi dell'Antico Testamento, vol. 1, Torino 1981.
cite-note-2020. mwa0gThe Old Testament Pseudepigrapha, vol. 1, New York, 1983.
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cite-note-2323. mwa1cmwa1gmwa1kGen6,1-4, su mwa1oLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-2424. Questa traslitterazione dei nomi degli angeli decaduti segue il testo di Paolo Sacchi (v. bibliografia), che attua determinate scelte tra le varianti offerte dai manoscritti. I nomi traslitterati nelle altre lingue sono ovviamente diversi.
cite-note-2525. mwa2emwa2imwa2mGen6,4, su mwa2qLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-2626. mwa2gmwa2kmwa2oGen5,24, su mwa2sLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-2727. mwa28mwa3amwa3eGen3,1-7, su mwa3iLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-2828. Al pari della lista al c. 6, questa traslitterazione dei nomi degli angeli decaduti segue il testo di Paolo Sacchi (v. bibliografia), che attua determinate scelte tra le varianti offerte dai manoscritti. I nomi traslitterati nelle altre lingue sono ovviamente diversi.
cite-note-2929. V. bibliografia, Paolo Sacchi p. 631.

Bibliografia

Traduzioni italiane

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• Paolo Sacchi (a cura di), mwa4qApocrifi dell'Antico Testamento, vol. 2, UTET 1989, (mwa4uLibro dei segreti di Enoc, pp.mwa4y 477–596).

Studi

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• Klaus Berger, Art. mwa5iHenoch. In: mwa5mReallexikon für Antike und Christentum, Vol. 14, Stuttgart 1988, pp.mwa5q 473–545.
• Matthew Black (con James C. VanderKam), mwa5yThe Book of Enoch; or, 1 Enoch, Leiden, Brill 1985 ISBN 90-04-07100-8
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• Gabriele Boccaccini, mwa6mI giudaismi del Secondo Tempio. Da Ezechiele a Daniele, Brescia, Morcelliana, 2008.
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• Michael Langlois, mwa7uLe Premier Manuscrit du Livre d'Hénoch, Parigi, Cerf, 2008 (prefazione di André Lemaire).
• Andrei A. Orlov, mwa7cThe Enoch-Metatron Tradition, Tübingen, Mohr Siebeck 2005, ISBN 3-16-148544-0.
• Eckhard Rau, mwa7oKosmologie, Eschatologie und die Lehrautorität Henochs, Traditions- und formgeschichtliche Untersuchungen zum äth. Henochbuch und zu verwandten Schriften, (Dissertazione) Hamburg 1974.
• Annette Yoshiko Reed, mwa7wFallen Angels and the History of Judaism and Christianity: The Reception of Enochic Literature, Cambridge: Cambridge University Press 2005, ISBN 0-521-85378-8.
• Paolo Sacchi, Art. mwa78Henochgestalt/Henochliteratur. In: mwa8aTheologische Realenzyklopädie, vol. 15, 1986, pp.mwa8e 42–54.
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• Marie-Theres Wacker, mwa9mWeltordnung und Gericht. Studien zu 1 Henoch 22. Dissertation Tübingen 1981/82. Auch als: mwa9qForschung zur Bibel 45. Echter, Würzburg 1982, ISBN 3-429-00794-1.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikibooks

• Wikibooks contiene testi o manuali sul Libro di Enoch

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) First Book of Enoch, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Libro di Enoch, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• mwa-w(EN) 1 Enoch, su Early Jewish Writings.
• mwa-4(EN) mwa-8Traduzione inglese di 1 Enoch di R.H. Charles
• mwa-e(EN) mwa-iTraduzione inglese di 1 Enoch di Richard Laurence (imprecisa e priva della conclusione)
• mwa-q(EN) mwa-uTraduzione inglese di 1 Enoch di George H. Schodde (1882 - mwa-yPDF).
• mwa-g(EN) mwa-kTesto etiopico mwa-oArchiviato il 17 febbraio 2009 in Internet Archive. della prima sezione di 1 Enoch (Libro dei vigilanti)
• mwa-0(EN) THEME 19: Enochic Traditions in Jewish and Eastern Christian Environments, su marquette.edu.
• mwa-8Traduzione italiana di 1 Enoch, di Dillman, Integrato con 2 Enoch (1893 - Audiolibro)